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Recensione di Il segreto di Ascanio su Aphorism

  • admin
  • 18/12/2015

"Credo che le parole siano importanti, mai sottovalutarne la forza. E non lo sono per loro stesse, ma per ciò che riescono a determinare nella vita delle persone".
Inizia così un viaggio particolare, descritto e diretto con maestria da Alessandro Prandini.
Le parole hanno un valore, che il protagonista, Lorenzo, scopre in tutta la loro forza attaraverso le pagine di un'agenda ricevuta in eredità.
Un diario di viaggio  scritto durante un soggiorno a Bologna, ‘Città invisibile’ “più ingannatrice di Dorotea, più sfuggente di Zaira, più misteriosa di Tamara”.
Passato e presente si intersecano delineando strade a volte misteriose. La vita di Ascanio, zio del giovane, si esprime in tutta la sua bellezza tra episodi trascorsi che riprendono vita grazie ai ricordi degli antichi amici. Lavoro e amore si annodano come una cravatta stretta che soffoca il proprietario e scapperà pur di non sopperire. Ma il tempo nonha cancellato del tutto i segni.
Una narrazione che assume come proprio oggetto l'atto stesso del raccontare, perciò Lorenzo si troverà a che fare con dubbi, sospetti e nuove conoscenze, come la bella Lucrezia; moglie del socio dello zio che sarà ritrovata senza vita nella sua suite all'hotel Exodus durante i lavori di un'importante conferenza di architettura. Ciò darà vita ad un indagine, capeggiata dal commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino. Una vicenda strana che muove i passi in un passato non troppo lontano, ma intriso di vicende oscure e domande dalla difficili risposte. 
Un libro giallo ben scritto, capace di rapire il lettore sin dall'inizio, con paesaggi magici e personaggi ben definiti di cui si riescono a cogliere luci ed ombre durante la lettura. Una storia incalzante dal ritmo pacevole e dove non mancano i colpi di scena.Le riflessioni di Lorenzo e del commissario accompagnano la storia di Ascanio, rendendolo un romanzo nel romanzo.

Fabiana Traversi

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